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8-15 Marzo 2009: In crociera nel Mar Rosso, itinerario St.John's Reef di Antonia Comin
8 marzo 2009, ore 2.10 del mattino, parcheggio di Crema Sport, via Po.
Il Mar Rosso può essere considerato uno dei mari più belli al mondo, questo grazie alla limpidezza dell'acqua che permette alla luce di arrivare a notevoli profondità facendo crescere i coralli a profondità impensabili altrove.
La crociera è spesso la soluzione ideale per i subacquei, in quanto consente di dedicare molto tempo alle immersioni e di raggiungere i tratti più remoti di barriera corallina. La zona chiamata St. John è abbastanza atipica per il Mar Rosso. La sua peculiarità, infatti, risiede nella morfologia del fondale che in questo tratto di mare delimitato a ovest dalla costa ed a est dall'isola di Zabargad (che però non ne fa parte), forma una sorta di pianura sottomarina situata ad una profondità che varia tra 60 e 80 metri circa, dalla quale si innalzano numerosi reef. Alcuni di essi affiorano ampiamente alla superficie, altri hanno il loro apice visibile a pochi metri di profondità, chiamati nella lingua locale "Abili", tra i quali: Abil Gaafar, una sorta di piramide sottomarina il cui apice di coralli duri è chiamato anche "giardino giapponese", con pareti stupende ricoperte di alcionari e costante presenza di pesce, spesso avvistamenti di pelagico; Abil Ali dove gli incontri con grossi pesci pelagici sono all'ordine del giorno, compresi squali martello, Albimarginatus, Longimanus e grandi mante, da non perdere nella zona nord-ovest bellissimi filari di gorgonie giganti. Altro pesce indigeno e, solitamente tipico delle zone piú a sud del Mar Rosso, è il pesce rinoceronte. Grossi esemplari sgranocchiano abitualmente i coralli duri nella fascia dai dieci metri fino alla superficie. Il reef di White Rock prende il nome da una grossa roccia bianca che è l'unica parte emersa. Qui sono i coralli duri a far bella mostra di sè, specialmente splendide ed inconsuete formazioni di corallo di fuoco di grandi dimensioni. Shaab Aiman è uno spettacolo di torri madreporiche molto scenografiche: da scoprire un'ancora enorme, di tipo romano, completamente mimetizzata nelle madrepore. Non lontano, Abil Salah, due plateau molto ricchi di pesce e di torri coloratissime, poste a nord e a sud di un torrione principale. |
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video di Lucia Pavanello
video di Andrea Lughi
Siti di immersione
St.John's Reef si trova approssimativamente a 40 km nord dal confine Sudanese e a 20 km sud da Zabargad. La barriera copre una vasta area e sono necessarie molte immersioni per scoprire tutte le isole e i pinnacoli che formano questo incredibile agglomerato.Le immersioni di St.John sono sicuramente di altissimo livello, non solo per ricchezza della fauna e della flora marina, ma specialmente per la varietà di ambienti, a volte vere e proprie cattedrali sommerse dove la luce proveniente dalla superficie crea magici scenari. Queste sono solo alcune delle zone dove ci si può immergere durante una crociera subacquea, con la certezza di non rimanere delusi. ABU GALAWA: si trova dieci miglia a sud di Ras Qulan, è un atollo corallino dalla forma allungata con pozze d'acqua turchese al suo interno, da qui il nome Galawa che in arabo significa "piscina". Addossato alla parete del reef, è ben visibile il relitto del rimorchiatore Aka Tienstien, che il 26 ottobre 1943, per cause sconosciute andò a sbattere violentemente contro la parete del reef procurandosi una grossa falla nella zona di prua. Il relitto, scoperto casualmente nel 1990, si presenta con la prua affiorante e appoggiata sul reef, mentre il resto dello scafo segue il declivio fino a -18 metri dove si trovano la poppa e l'elica semisommersa sul fondale sabbioso. L'ottima visibilità ha valorizzato ulteriormente un ambiente marino caratterizzato da elevata biodiversità, popolato da numerose specie di pesci corallini e pelagici. SATAYA REEF: meglio conosciuto come "Dolphin Reef", è un reef semi affiorante lungo circa 3 chilometri, situato poche miglia a nord dal promontorio di Ras Banas, e delimitante al suo interno una vasta laguna il cui fondale sabbioso, inizialmente oscillante tra i 5 e i 10 metri, rapidamente sprofonda oltre gli 80 metri al suo limitare esterno meridionale. Vista la sua dimensione le immersioni che si possono effettuare sono di diverso tipo, ed è possibile, con un po' di fortuna, avvistare una famiglia numerosa di delfini che abitualmente vive in quest'area. La parte meridionale della laguna è di interesse archeologico, per la presenza di anfore romane risalenti al I secolo a. C. SAINT JOHN'S PARADISE: un sistema di formazioni affioranti, in disgregazione nelle parti più antiche, che creano cosi alcuni suggestivi passaggi e cunicoli: un vero e proprio labirinto, dove la luce del sole riesce ad arrivare grazie a delle spaccature sul tetto del reef. Qua e là troviamo alcune "anemone city", popolate da tantissimi pesci pagliaccio. DANGEROUS REEF: un bellissimo reef, che di pericoloso non ci è sembrato avesse nulla: anche questo, un dedalo di piccole grotte e stretti passaggi a pochi metri di profondità, con varie entrate ed uscite, dove spettacolari giochi di luce che fanno risaltare gli splendidi scenari corallini. A volte bisogna percorrere strette gallerie, facendo particolare attenzione a non sollevare sedimenti dal fondo, ma è comunque sempre presente un'uscita visibile e luminosa, che a volte si apre su giardini di coralli ricchi di vita. SHAAB FARAG: un reef circolare di notevoli dimensioni, con un terrazzo situato a 25 metri, ricco di enormi gorgonie e spaccature nella roccia, e pareti a strapiombo su un fondale di oltre 40 metri, rivestite da fitte forme coralline dove è possibile avvistare branchi di pesce pelagico, in particolare carangidi e tonni. SHAAB CLAUDIO: così chiamato in onore di chi per primo lo individuò, è uno dei siti di immersione più conosciute del Sud Egitto. Caratterizzato da un'imponente struttura sommersa, attraversata da un dedalo di cunicoli e fenditure comunicanti tra loro, attraverso i quali si insinua la luce del sole con effetti di grande suggestione. Sulle pareti all'interno vi sono isolati cespugli di corallo nero e piccoli alcionari, mentre Il fondale a -25 metri è ricco di formazioni madreporiche dalle forme più svariate. Non è un luogo di grossi incontri ma un sito sicuramente emozionante per le spettacolari scenografie. SHAAB HAMAM: la barriera è caratterizzata da due imponenti formazioni concrezionate, tra le quali si estende un vero e proprio canyon, al quale si accede attraversando un imponente arco sommerso rivestito di corallo nero. Tra le distese di coralli ed un fondale che nella parte est sprofonda oltre i 40 metri, ci sono buone probabilità di avvistare grossi pesci di passo, dai barracuda ad occasionali squali. |





