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Diario di Bordo 21-28 Settembre 2013: In crociera nel Mar Rosso, itinerario Isole Brothers, Daedalus e Elphinstone Reef

di Fabrizio De Fassi
21/9
Arrivati di corsa all'aereoporto (maledetto navigatore!), prendiamo l'aereo quasi al volo solo alcuni minuti prima del decollo e atterriamo ad Hurghada alle 19.25: un pochino triste vedere l'aeroporto quasi deserto a causa dello sconsiglio della Farnesina per i recenti avvenimenti politici. Ma in Mar Rosso non c'erano problemi, ci dicevano tutti, e così abbiamo deciso di partire ugualmente: il nostro era proprio il primo volo partito dall'Italia dopo il blocco.
Egiziani gentilissimi, strade pressocchè deserte, e attività commerciali quasi prive di turisti. Il Dive One (la nostra barca) ci accoglie e ci sistemiamo nelle nostre cabine. A bordo troviamo gli altri ospiti, due gruppi di subacquei svizzeri: siamo in 19, più un bimbo di soli 4 mesi la cui presenza in barca ci lascia un po' sconcertati. La nostra prima cena non è male: riso, pollo, melanzane alla parmigiana, patate lesse e cipolle, il tutto in abbondanza. Ritroviamo Hussein, la nostra simpatica guida della crociera dell'anno scorso. Montiamo l'attrezzatura, e quindi a nanna, stanchi dalla giornata passata e pronti ad iniziare l'avventura.

22/9
Dormito poco. La colazione però è corroborante: latte, nescafè, pane, burro, marmellata e frittatina. Facciamo una prima colazione da chilo. Alle 9.30 eccoci arrivati a Gotta Abu Ramada dove facciamo il check dive. Le bombole sono da 15 litri ed il mutino leggero mi permette di scendere con soli 3 kg di peso. Scendiamo nel blu... eccolo il Paradiso! Andrea alle prese con la Gopro, che figata! Vaghiamo tra i coralli e ci soffermiamo ad osservare un pesce che assomigliava al pesce pietra ma in realtà non lo era. Lancio del pedagno, e si risale: il Paradiso può attendere. Ed ecco il pranzo: spaghetti al ragù e pennette con aglio. Al pomeriggio, un breve ripasso ai ragazzi sul nitrox. Abbiamo imparato a parlare per geroglifici, ed oggi il mare è coccodrillo - coccodrillo - delfino - un po' pecorina - dattero...
Foto di gruppo con Hussein Seconda immersione: 66 minuti in un acquario sul lato ovest di Gotta Abu Ramada. Andrea con la Gopro ha fatto cose che voi umani neanche immaginate... bello giocare con un trigone!
Alle 17 si parte: rotta verso le Brother Islands con il sole ad ovest che ci lascia, siamo come sospesi in un'altra dimensione. Alla ricerca dell'isola che non c'è: e il cellulare finalmente non riceve. Tea time con tortina e tè. Ci aspettano 6 ore di navigazione: destinazione infinito...
Sono le 19 ed è buio pesto, ma con una volta stellata e una timida luna. La barca naviga verso il nulla di un infinito indefinibile. A cena, brodino di verdura e verdure con salsa di sesamo (una figata!), riso e pesce fritto, fagiolini, verdure fresche, patate al forno con cipolle e... un dolce squisito.
Godiamo dell'infinito cielo e dell'infinito mare.
I sub svizzeri sono tutti omoni sui 90 kg e vanno a birre e Havana club. Noi: acquetta...
Alle 21:40 cedo alla tentazione del letto dopo una giornata memorabile. Leggo e ascolto musica navigando!
23/9
Dormita pesante e sveglia alle 5:45, siamo alle Isole Brothers. Tè con un paio di biscotti e via, per la prima immersione della giornata. Salto dal gommone e giù nel blu verso il relitto dell'Aida II, che ci appare già a 15 metri. Con Andrea entriamo a 40 metri e ne usciamo a 46,4, e poi lenta risalita attorno all'isola. Uno squalo pinna bianca nuota tranquillo, un pesce napoleone si sta facendo riprendere da Andrea ma io lo faccio fuggire pinneggiando veloce verso di lui per fotografarlo (Andrea non è molto contento...).
Costeggiamo Big Brother - piccola isola in mezzo al nulla, con un faro ed alcuni militari. Dopo colazione piccola tirata d'orecchie ad Enrico per come si comporta... nel blu (assetto e quota... uffa, dai Enrico!). Un'oretta di sole e alle 10:45 seconda immersione: un tuffo dal gommone e come d'incanto vediamo il relitto del Numidia addossato al reef: solo la prua è distrutta, mentre la poppa giace a 84 metri. Iniziamo una lenta risalita lungo il reef e vediamo uno squalo grigio passare sotto di noi, mentre grossi barracuda ci sfrecciano vicini, la parete è piena di vita, che spettacolo! Ci fermiamo a 5 metri per giocare con i pesciolini... l'azoto ci dice di risalire e anche la riserva d'aria.
Ora di pranzo e come al solito "patiremo la fame" :-)))
Ancora intorpiditi dal relax pomeridiano, la campana di bordo ci avverte che dobbiamo prepararci per la terza immersione. Abbiamo stabilito 20 metri di profondità massima. Tutti noi 5 ci immergiamo in gruppo e lo spettacolo che ci viene riservato è di prima classe: alcionari, dentici, pesci soldato, cernie, napoleone e gli immancabili coralli di tutti i tipi. Dopo 45 minuti abbiamo ancora 130 bar e continuiamo a giocare con questo mondo variopinto sospeso. Risaliamo dopo 72 minuti! Doccia, restauro e con José e la sua compagna Chiara parliamo di mare e di storie di uomini.
La sera, si festeggia l'immersione n. 300 di Miguel con spumante e cioccolatini svizzeri. Cena a base di minestra di verdure, un'intrigante combinazione di sottaceti egiziani con cavolo del Nilo, involtino di pane dolce al formaggio, riso con funghi. Siamo ormeggiati davanti al faro in funzione: luci che si rincorrono senza mai raggiungersi... da piccolo ne vidi uno e ne rimasi paralizzato. La luna si specchia nel mare, ci sono 28 gradi, una brezza calda che odora di deserto, niente tv o radio... solo il NULLA. Impareggiabile assistere allo spettacolo dei barracuda che cacciano i pesciolini... non ha eguali.

24/9
Ci sveglia il rumore della barca. Sono solo le 5, e siamo già in piena attività... il mare è mosso, oggi si ballerà. Briefing e salto nel blu, scendiamo controllando profondità e corrente ed arriviamo a 40 metri. Un curioso pesce balestra ci osserva, coralli molli coloratissimi ci fanno da sfondo, continua la nostra caccia al re dei predatori. Iniziamo la lenta risalita che ci porta in acque più calde. Il colore non manca, la tavolozza del pittore è impazzita, risaliamo dopo un'ora. Stendo un velo pietoso sulla colazione di Andrea: senza fondo! Abbiamo rotto il ghiaccio con gli svizzeri del Canton tedesco e francese. Il piccolo Damian è sempre più bello. Parliamo inglese, spagnolo con Miguel, un po' di francese e qualche parola di tedesco. Jasmine, una ragazza con lo sguardo furbetto, ha imparato qualche parola di italiano: è la più simpatica (il suo moroso un po' meno). Josè e la sua compagna sono ottimi intrattenitori e la nostra guida (soprannominata gamba secca) è tosta. La terra ferma dista 40 miglia, la costa araba 80, mancano 100 miglia a Daedalus. Il nostromo Mohammed ha imparato molto bene le parolacce in italiano.
Prendiamo il sole: in cuffia la musica degli Yes fa da coreografia a questa meraviglia dove la natura ha il sopravvento su tutto.La rappresentanza del 2000 Sub
Seconda immersione dal gommone con Andrea. Primo controllo a 14 metri, poi a 25 e il check a 38. Da lì puntiamo il reef. Percepiamo una presenza e all'improvviso una forma sempre più nitida ed inconfondibile si staglia nel blu delimitando il suo territorio quasi a ricordarci che noi siamo solo ospiti... prima un piccolo pinna bianca poi un possente squalo grigio incurante di noi. Attimi di adrenalina che ci accompagnano nella nostra risalita verso quote sicure. Ottimo il rapporto di coppia Stefano-Giovanni: peccato che li separino sempre 2 o 3 mt di quota. Ce la siamo proprio meritata la spaghettata con melanzane e le pennette al gorgonzola.
Terza immersione: discesa coordinata, gruppo compatto e coeso, a 15 metri io ed Andrea a destra, gli altri 3 "pirloni" a sinistra. Dopo un po' ci accorgiamo della loro assenza e allora dietrofront: li ritroviamo in gruppetto di 3 scalati in orizzontale... fantastico. Il gruppo si ricompatta MA... dopo 5 minuti ci chiediamo dove siano finiti... spariti ancora! Beh, godiamoci l'immersione, sono grandi e vaccinati e sapranno cavarsela anche senza di noi. Seguire le armoniose evoluzioni delle cernie, giocare con "Nemo"... un mondo fantastico dove tutto è in una magnifica sospensione di equilibrio.
Dopo un'ora di estasi ritorniamo in barca. Partenza per Daedalus: 10 ore di navigazione notturna. La cena è senza dubbio un momento stimolante di questa crociera. Un vociare in lingue diverse ma tutte con uno stesso significato. Sarà il momento magico, sarà la situazione, sarà quello che volete, ma finalmente si parla dello squalenottero a Josè: dimostra curiosità ed inquietudine di fronte al problema di sopravvivenza del simpatico animale. Andrea ci spiega le problematiche ed i pericoli che il pescione incontra in laguna specialmente con le capocciate che piglia sulle chiglie delle grandi navi che attraversano il Canal Grande... che risate ragazzi!!! Ora tutti a nanna sognando Daedalus.

25/9
E' notte: il mare si agita in prossimità di Daedalus... ci svegliamo alle 3: la barca rolla, le onde si infrangono contro lo scafo, s'intravede il faro che ci guida. Arriviamo e approfittiamo di un paio d'ore di sonno. Ore 6: ci prepariamo per l'immersione. Ultimi controlli e andiamo sul gommone che solca onde di 5-6 metri, nulla ci distoglie dal pensiero dell'incontro con gli squalo martello. Discesa rapida... giù nel nulla. Solo gli strumenti ci indicano la velocità di discesa e la quota, nessun altro riferimento. A 30 metri rallentiamo la discesa, a 35 metri una visone: prima uno, poi tre e poi tutto un gruppo di squali martello nuotano in cerchio sotto di noi a 45 metri, forse 47... scendiamo ancora. Il computer segnala il superamento della MOD, ci stabilizziamo a 41 metri e in un irreale silenzio forme bizzarre si rincorrono: intorno a noi magnifiche e sinuose figure di squali martello girano in una spirale infinita. Il luccicare del loro corpo, la bizzarra forma del loro buffo e primordiale cervello a martello rende la scena sublime. Nel blu in un punto indefinito dove superficie e abisso sono un tutt'uno, il nostro respiro diventa quasi impercettibile: per un attimo tutto è immobile, siamo rapiti da uno scenario dove la natura esprime il meglio della potenza. Un'immagine mistica... se non fosse per gli allarmi del computer a riportarci alla realtà. Iniziamo la lenta risalita. Il computer ci informa che il tempo di risalita è di 6 minuti, la deep stop ci avvisa dello sforamento. Controllo aria: 140 bar, praticamente non abbiamo respirato. Fantastico! Abbiamo saziato la nostra fame d'avventura, di ignoto, abbiamo riempito i nostri vuoti e ci sentiamo appagati. Ognuno con la sua fantasia trova le risposte, siamo stati con noi stessi, con la nostra anima... è tempo di riemergere.Il gruppo al completo
Seconda immersione: stendiamo un velo pietoso, gli squali non c'erano più. Meno male che il pranzo ci rinfranca (verdure fresche, carangide alle olive e pomodoro, fagiolini in umido e l'immancabile riso).
Terza immersione molto rilassante, profilo a 20 metri max. Sto scrivendo dalla tuga della nave mentre sto ammirando un tramonto strepitoso, un altro giorno è passato nella terra dei faraoni. Gli svizzeri ci insegnano a giocare a Tromino (domino a tre facce) e li battiamo. Ora a letto: domani saremo il primo turno.

26/9
Al mattino, prima immersione della giornata, praticamente la copia del tuffo nel blu di ieri: incontriamo nuovamente gli squali martello, ma stavolta ci passano molto più vicini, possiamo quasi toccarli, un altro momento magico.
Non scenderò per la seconda immersione, anche la fisiologia va rispettata. Riprendiamo la navigazione, si va verso Elphistone che dista 70 miglia nautiche (6 ore) dove andremo a cercare il Longimanus. Pranzo: spaghetti con calamari e pennette alle zucchine egiziane. Partiamo con mare forza 5: si balla davvero, impossibile stare in piedi. Alle 20, s'intravedono le luci in terraferma... finalmente ci ormeggiamo verso le 22, stremati da un mare ostile che ci ha fatto ritardare l'arrivo e quindi la notturna salta. Ceniamo tardissimo, e poi torta per festeggiare compleanno Cristhophe. All'una, a letto.
27/9
Ore 5: sveglia. Tè e biscotto veloce, e poi giù nel blu. Quota 43,1: attendiamo sua maestà, ma non si fa vedere, pazienza. Colazione, poi seconda immersione , sempre alla ricerca del longimanus, purtroppo ancora senza successo. Un grosso napoleone gioca con noi e le nostre bolle, è tempo di risalire. Dopo pranzo, partenza per Port Ghalib, lussuosa città vacanze sul mare, strappata al deserto... poco abitata ma seducente, con sabbia e palme e tutto quello che serve. Cena in barca e poi in bar con wi-fi tutti insieme. Alle 23 tutti a letto: domani inizia il trasferimento per il ritorno a casa.

28/9
Sveglia alle 8, finalmente un orario "civile" dopo una settimana di levatacce. Con una temperatura di 32 gradi, organizziamo la nostra partenza per l'aereoporto di Hurghada.

Salutiamo un mare che ci ha regalato momenti di adrenalina pura. Abbiamo vissuto 6 giorni senza convenzioni, rapiti da una natura selvaggia.
Caro diario, qualsiasi cosa possa scrivere ancora rischierei di essere monotono: torniamo con un bagaglio pieno di esperienze, di immagini e, non ti nascondo, con una certa nostalgia. Diario, compagno di lunghe notti stellate, ti devo abbandonare per ritornare alla vita reale.
Cari Stefano, Andrea, Giovanni, Enrico... siamo stati accomunati dalla voglia di avventura, di adrenalina, di vita. Si chiude questa pagina: alla prossima!
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Gli squali martello a Daedalus Reef
Una murena in giro per i fondali
Un pesce napoleone gioca con noi

Isole Brothers

Le Isole Brothers sono due piccolissime isole, di nome Big Brother e Small Brother, situate al centro del Mar Rosso a circa 70 miglia sud-est da Hurghada.
La parte immersa intorno all’isola di Big Brother presenta a nord e a sud (leggermente più ampio) due pianori. Le pareti est ed ovest sono perfettamente perpendicolari fino ai 50–60 metri per poi digradare, sempre più profonde, verso il mare aperto fino a raggiungere circa i mille metri di profondità.

La parte emersa si presenta come una lingua di sabbia, orientata nord-sud, con una lunghezza di circa cinquecento metri ed ospita un piccolo drappello di soldati e faristi. E’, con Deadalus, il territorio più ad est appartenente al governo egiziano.
Nonostante la presenza di un faro, costruito verso la fine del 19° secolo, diversi relitti giacciono nei fondali che circondano l’isola. Alcuni di essi si trovano a profondità ormai inaccessibili, mentre due sono attualmente visitabili: il Numidia (affondato nel 1901) e l’Aida II (affondato nel 1957). Il primo giace sulla barriera a nord dell’isola, e per questa ragione, a seconda delle condizioni di superficie, l’immersione non è sempre fattibile. Il secondo si trova nella parte nord-ovest, più facilmente raggiungibile anche in caso di mare agitato. Il fatto di trovarsi in pieno mare ed il grande ricircolo di acque ha reso le pareti immerse di queste isole un’esplosione di colori e di vita veramente uniche.

I due relitti sono tra i più belli di tutto il Mar Rosso per la ricchezza delle concrezioni coralline, la vita marina che li circonda e li abita, come le immense nuvole di glassfish al loro interno, oppure le grandi cernie tropicali. Banchi di grossi tonni, barracuda, e la presenza costante di squali grigi sono lo scenario abituale per chi si immerge. Frequenti gli avvistamenti di squali oceanici, come il Longimanus, lo squalo seta e l’Albimarginatus. Branchi di squali martello fanno spesso capolino dal blu intenso per una ricognizione attorno alle isole. Lo squalo volpe, squalo rarissimo da vedere in altre parti del pianeta, è invece stanziale e facilmente avvistabile in questa zona. Incontri eccezionali, come il pesce luna tropicale (di dimensioni ragguardevoli), mante giganti, squalo balena, sono incontri sempre possibili anche se non comuni.

Daedalus Reef

Situata a 100 miglia a sud dalle Brothers, Daedalus non è propriamente un’isola. In realtà si tratta di un enorme reef di forma circolare con la parte centrale edificata sulla quale sorge un faro che ospita un piccolo gruppo di soldati egiziani proprio come al faro di Big Brother. Una lunga passerella collega la zona costruita e il faro alla parte sud-ovest del reef dove ormeggiano le barche.
Vale sicuramente la pena, previa richiesta ai militari, di salire in cima al faro dal quale si può godere di un panorama notevole.
I punti di immersione sono molteplici vista la grande estensione del reef. La parte nord, alla quale è dedicata spesso la prima immersione mattutina è la zona ideale per i grandi incontri. Squali grigi e pinna bianca, branchi di squali martello, grossi carangidi, banchi di barracuda o grandi esemplari singoli, mante, aquile di mare, sono tra gli avvistamenti possibili.
Lì vicino si trova anche un relitto, purtroppo troppo in profondità per essere visitato senza miscele speciali.

Peculiarità della parete ovest, oltre a bellissimi coralli molli e grandi alberi di corallo nero, è il fatto di essere una zona fittamente popolata da anemoni marine con i loro pesci pagliaccio giusto nella fascia appena sotto la superficie dove è particolarmente piacevole fare snorkeling.
Di grande bellezza anche la parete ad est, con formazioni madreporiche immortalate da diversi famosi fotografi. Proprio vicino al pontile si trova la "piramide di corallo", formazione corallina attaccata alla parete che inizia ad una profondità di circa otto metri, con una larghezza di un paio di metri che sale, restringendosi man mano, fino quasi alla superficie.

Elphinstone Reef

Elphinstone è sicuramente tra le immersioni più belle di tutto il Mar Rosso. Il reef ha una forma stretta ed allungata, orientato nord-sud, con una lunghezza di circa 600 metri. E' caratterizzato da due plateaux molto stretti e lunghi, sia a nord che a sud, che si perdono nel blu ad una profondità tra i 50 ed i 60 metri. Le pareti est ed ovest sono a strapiombo fino ad una profondità di circa 70 metri, e a pochi decine di metri dal reef la profondità arriva subito oltre i cento metri. Per queste caratteristiche Elphinstone è l’habitat ideale per ogni tipo di vita marina, sia fauna che flora. I plateaux e le pareti sono letteralmente ricoperti di alcionarie, gorgonie ed alberi di corallo nero. Grosse murene, cernie, squali pinna bianca dimorano negli anfratti del reef circondato da miriadi di pesci di barriera. L’apoteosi dell’immersione, quando è fattibile, è sicuramente la punta nord, dove banchi di barracuda, carangidi giganti, squali grigi e squali martello si danno appuntamento. Buona probabilità di avvistamento anche di altri tipi di squali. In gommone