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Immersioni

Le Tegnue di Chioggia - Un parco marino per le immersioni in Alto Adriatico
di Davide e Maria Teresa Riccardi

Bavosa CornutaChioggia, per parlare di immersioni... i miei amici siciliani lo chiamano "il mare con la nebbia sopra": forse perché una dozzina d'anni or sono, si sono affacciati nel nostro mare per delle competizioni sportive subacquee nel mese di ottobre, proprio quando qui da noi incominciano le nebbie; quelle fitte, pesanti. E da loro non ci sono mai le nebbie in mare.
Ma anche questo aspetto rende particolarmente affascinante il nostro mare.

Chioggia è una splendida cittadina che noi consideriamo una "piccola Venezia". Calli, canali, ponti, edifici e chiese dalla tipica architettura ricordano che furono i veneziani a costruirla.
Da sempre grande, grandissimo centro di pescatori; famoso oggi, assieme a Mazara del Vallo per la più grande flotta peschereccia nazionale.

Al largo di Chioggia, da molti anni i "subacquei della Pianura Padana" si immergono nelle famose Tenute. Ma cosa sono queste tenute che qui da noi chiamano "tegnùe"?
Fin dal XVIII secolo era già ben nota la presenza di rocce sommerse al largo delle coste nord Adriatiche italiane. I pescatori locali le hanno sempre chiamate "tegnùe" per la loro capacità di trattenere e rompere le reti sia fisse che a strascico.
E nonostante i pescatori le abbiano sempre temute per i danni che possono arrecare ai loro attrezzi da pesca, le tegnùe sono state apprezzate negli anni per la loro elevata pescosità. Ed i subacquei, da sempre, si sono immersi in questi incredibili fazzoletti di roccia colorata in mezzo al mare, per osservare il pullulare di vita che questo delicato scrigno racchiude.
Di tegnùe ve ne sono un po' in tutto l'Adriatico settentrionale, a profondità variabili dai 15 ai 40 metri. Hanno dimensioni che vanno dai piccoli massi isolati fino a formazioni estese per centinaia di metri. Le formazioni più estese e meglio conosciute sono proprio quelle al largo di Chioggia.
Le tegnùe sono rocce organogene carbonatiche, cioè costruite dagli organismi marini, generalmente sovrimposte a substrati duri precedenti formatisi per il consolidamento di sabbie. Si tratta in pratica di veri e propri "reef" naturali, sviluppatesi negli ultimi 3÷4.000 anni, e che differiscano da quelli tropicali perché i principali organismi costruttori qui non sono i coralli ma bensì le alghe rosse calcaree, chiamate "Corallinacee".

Il valore naturalistico di questo habitat è stato riconosciuto e protetto con l'istituzione, nell'agosto 2002, di una Zona di Tutela Biologica che ha introdotto il divieto di pesca. L'area protetta è stata promossa dal Comune di Chioggia, da Enti di ricerca ed Università, dalla Regione Veneto, dal Ministero per le Politiche Agricole e Forestali, dalla Capitaneria di Porto, dalle associazioni dei pescatori e dagli operatori turistici.
Attualmente in questa zona a tutele biologica sono state posate 12 boe di ancoraggio gestite da circa 16 club subacquei del Veneto. In questa zona è vietato qualsiasi tipo di pesca dilettantistica e professionale, ma è possibile fare bellissime immersioni, in ambienti diversi tra loro.
mappa tegnùe di Chioggia
schema ormeggio barca alle tegnùe La trasparenza delle acque è variabile, molto variabile. Dipende sia dai venti che dalle correnti, e può cambiare repentinamente anche nell'arco della stessa giornata. Si tratta di immersioni non molto profonde, raramente si raggiungono i trenta metri, ma possono essere complicate sia dalla visibilità a volte scarsa, sia dalle correnti che in qualche caso possono essere decisamente importanti e portare i subacquei lontani dalla barca appoggio. Consiglio sempre a tutti di portare in immersione la boetta gonfiabile per la segnalazione del subacqueo. Questa può essere inoltre d'aiuto per la realizzazione della propria linea di risalita e per l'esecuzione dell'eventuale decompressione o tappa di sicurezza.
La temperatura dell'acqua è molto variabile durante i mesi. In particolare, da dicembre a tutto marzo, difficilmente si sale sopra i 10 °C, per cui sono necessarie mute piuttosto pesanti. Durante la primavera e i mesi estivi invece, le acque diventano più miti e sono sufficienti mute umide da 5mm di spessore.
Le condizioni meteo-marine migliori si hanno normalmente tra maggio e settembre quando le acque sono normalmente calde e più limpide.
Ed è proprio nei mesi che precedono l'estate, navigando verso i punti di immersione nelle tegnùe più al largo, in mare aperto, che può accadere di scorgere colonie di delfini che saltano guardinghi e silenziosi accompagnando la barca sulle onde. Un vero spettacolo della natura!

La storia dei parchi marini naturali in Italia (Ustica su tutti), ha insegnato e dimostrato a noi tutti come il mare, il nostro mare Mediterraneo come pure il nostro Mare Adriatico, se lasciato nella sua naturale armonia, può, nel tempo, sanare le ferite che l'uomo gli ha inferto e tornare ricco come un vero piccolo oceano.
La speranza nostra e crediamo anche quella di chi come noi condivide l'amore per il mare è che fra qualche anno, queste piccole zone di mare piene di vita, possano ripopolarsi di pesci, crostacei, molluschi, spugne, colori e tornare ad offrire panorami che nel nostro Adriatico avevamo scordato o che i subacquei più giovani, non hanno mai potuto apprezzare. E' una speranza questa che può e noi crediamo debba divenire certezza.
sito ufficiale dell'Associazione Tegnùe
sito web di Piero Mescalchin
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