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22 Maggio 2011, Full day Tegnùe/Relitto Evdokia II

Relitto dell'Evdokia II

Posizionato a circa sette miglia marine dalla costa, il relitto dell'Evdokia II, motonave affondata al largo di Chioggia il 7 marzo del 1991, è adagiato in assetto di navigazione su un fondale di circa 28 metri, in acque non sempre limpide, e si presenta completamente coperto da concrezioni marine.
L'immersione si presta a due livelli di difficoltà:
- Immersione facile ed adatta anche a subacquei di poca esperienza, che prevede la circumnavigazione del relitto e la visita alle stive aperte. Il punto meno profondo si trova a -12 mt.
- Immersione impegnativa per subacquei di provata esperienza con visita all'elica, alla spaccatura della stiva e forse ancora per poco ai locali interni.
Per l'immersione sul relitto è necessario aver conseguito il brevetto Wreck Limited Penetration Diver. Articolo: Il relitto dell'Evdokia II
Per molti il fondale del Mare Adriatico è una distesa sabbiosa, piatta e monotona, che può ricordare il suolo di un deserto. In realtà, proprio poche miglia al largo delle coste del Nord Adriatico, si trovano le Tegnùe, conformazioni rocciose assolutamente uniche per la struttura e per gli organismi che le abitano. Il termine "Tegnùe" deriva dal dialetto locale e significa 'trattenute', e veniva usato dai pescatori per indicare la presenza di queste rocce su cui si impigliavano le reti.
La loro origine al momento rimane in parte incerta e oggetto di studio, ma certamente un grosso apporto alla loro formazione è dovuto ad alghe calcaree e invertebrati biocostruttori come i coralli. Per questa ragione le Tegnùe vengono spesso chiamate 'le barriere coralline adriatiche'. E come le barriere coralline presenti nei mari tropicali, anche le Tegnùe sono un ambiente ricco di vita e biodiversità, caratterizzate da rocce estremamente irregolari, ricche di anfratti, di gallerie e di cavità, usate da moltissimi organismi come riparo, rifugio o nursery.

I subacquei che s'immergono per visitare le Tegnùe restano sorpresi per l'enorme biodiversità presente, caratterizzata da organismi animali e vegetali sessili (non in grado di spostarsi) e incrostanti, appariscenti per forme e colori, quali, ad esempio, spugne, anemoni, ascidie coloniali, e di numerose specie di pesci. Per tutte queste caratteristiche e per ciò che rappresentano per il nostro mare Adriatico, le Tegnùe possono essere considerate delle vere e proprie oasi di biodiversità in mezzo ad una distesa sabbiosa apparentemente povera di organismi.

Articolo: Le tegnùe dell'Alto Adriatico
Associazione Tegnùe di Chioggia