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Le immersioni notturne

di Chiara Biffoni, Liguria Nautica
"La notte è magnifica per ascoltare storie", scriveva Antonio Tabucchi. E quali storie sono così magnifiche come quelle che ci racconta il mare? Immergendovi quando il sole è tramontato scoprirete che il buio non esiste e che il mare non dorme mai. La maggior parte dei pesci e delle altre specie animali che troviamo sott’acqua si risvegliano proprio durante le ore notturne per cacciare o per uscire dalla tana in cerca di nutrimento. Per questo l’immersione notturna è una esperienza a cui un subacqueo non dovrebbe mai rinunciare. immersione notturna

Dove, chi e quando

Scegliete un sito di immersione che avete già esplorato in una normale immersione diurna per darvi modo di apprezzare meglio le differenze tra il giorno e la notte. State tranquilli che non sarà un deja vù. Sotto l’abbagliante luce solare o la fioca luminescenza lunare, l’ambiente marino cambia -perdonatemi lo scontato gioco di parole- come dal giorno alla notte! Scendete al massimo a 15 metri. Non vale la pena affrontare le profonde di notte. Non è solo una questione di sicurezza. Scendiamo per godere dell’effetto della notte sul mare e non ha senso arrivare a quelle profondità dove la luce non arriva mai e la notte è perenne. Le differenze più marcate le osserviamo proprio nei primi metri di profondità. E’ qui che si fanno le notturne.

La notturna richiede una certa esperienza non tanto per la difficoltà dell’immersione quanto per la capacità di affrontare situazioni particolari di stress. Aspettate quindi di avere un brevetto di secondo grado o advanced. Alcune didattiche prevedono una specialità. In ogni caso meglio se avete alla spalle perlomeno una trentina di immersioni. In quanto ai tempi, non serve aspettare mezzanotte! Noi che viviamo in illuminatissime città non sempre ce ne rendiamo conto ma nel mondo della natura, la notte arriva non appena, dietro il filo dell’orizzonte, cala il sole. Se ne avete la possibilità, scegliete una notte di luna piena o quantomeno di luna.

Equipaggiamento

Oltre al consueto armamentario per le diurne, vi servirà un faretto ben carico per illuminare la vostra immersione. Indispensabile portare con sé anche una seconda torcia di sicurezza nel caso si spegnesse o si esaurisse la carica della luce primaria. Per la legge della ridondanza, che un subacqueo non dovrebbe mai trascurare e che recita “non si sa mai quello che ti può capitare quando sei sotto e quindi preparati a tutto”, sarebbe utile tenere nelle tasche del jacket anche un bastoncino di luce chimica d’emergenza.

Precauzioni

Sulla rubinetteria della vostra bombola, aggancerete una luce di segnalazione colorata che sarà utilissima per far capire al vostro compagno e alla vostra guida dove vi trovate in quel momento, in mezzo ad un mare buio. Un’altra precauzione da prendere sarà quella di sistemare una stroboscopica lampeggiante accanto alla cime di risalita per dare modo anche a chi si perde – cosa che non deve succedere! – di ritrovare la strada per la barca. In superficie va illuminata anche la bandiera che segnala la presenza di sub in immersione oltre che, ovviamente, le luci di posizione che indicano una barca all’ancora. Se prevista dalla tipologia dell’immersione, anche la boa segnasub va illuminata.

Segnalazioni

Vedersi sparare davanti agli occhi un faro luminoso non fa piacere a nessuno. Specie se tutto attorno è buio pesto e se il faro in questione ha la potenza non indifferente di quelli che usiamo in immersione. Non ci stancheremo quindi mai di ripetere: non puntate le torce verso il viso dei vostri compagni di avventura! Tenete il fascio sempre verso il basso e, se cercate il vostro compagno, al massimo, illuminategli le pinne. Ricordate anche che, al buio, il vostro compagno o la vostra guida non possono vedere i segnali che lanciate loro! Per indicare che avete raggiunto le 100 atmosfere o per dare un ok o altro, dovete illuminare voi stessi, il vostro manometro, le vostre mani o altro.

E non dimenticatevi di…

Spegnere la torcia per qualche minuto per godervi il “luminoso” buio del mare. Di solito lo si fa quando si sta facendo la tappa di decompressione di sicurezza, sui tre metri, se siete fortunati su una secca o su una parete. Spegnete le luci artificiali prima di immergervi, lasciate che i vostri occhi si abituino e vi accorgerete che la luce lunare è sufficiente per restituirvi le fatate luminescenze dei micro organismi marini. Un brillio diffuso di luce fredda e azzurrognola che vi porterete nel cuore sino alla prossima notturna.