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Feb

27

2024

Lo squalo della Groenlandia che gira nell’oceano da 400 anni

Magari non sarà il protagonista di un film cult come il famigerato grande squalo bianco, ma l’altrettanto massiccio squalo della Groenlandia (Somniosus microcephalus) detiene un record piuttosto impressionante: è il vertebrato più longevo conosciuto dalla scienza.

Si stima che possano vivere fino a circa 400 anni, battendo l’ex detentore del record, una specie di balena della Groenlandia, che può vivere fino a 211 anni. Uno squalo della Groenlandia, vivo oggi, avrebbe potuto nuotare nell’oceano già nel 1600, quando i mari erano ancora solcati dalle navi a vela in legno!

Nonostante sia in circolazione da quella che sembra un’eternità, lo squalo della Groenlandia è stato riconosciuto solo di recente come il vertebrato più longevo perché gli scienziati sono stati per secoli perplessi su come determinarne l’età. Altri squali (e la maggior parte dei vertebrati) hanno spine indurite che formano anelli di crescita – simili a ciò che accade all’interno di un albero – che possono essere contati per determinare da quanto tempo la bestia dai denti aguzzi vaga per i mari. Ma lo squalo della Groenlandia è privo di tessuti duri, il che rende la misurazione dell’età quasi impossibile, almeno fino al recente intreccio tra scienziati danesi, studi su cadaveri umani e… un pizzico di mistero criminale.

Come gli scienziati hanno risolto il caso

Il team di scienziati sotto la guida di Jan Heinemeier, un esperto di datazione al radiocarbonio dell’Università di Aarhus in Danimarca, stava studiando i cristallini, contenenti proteine stabili nel tempo,  e i livelli di radiocarbonio negli occhi dei cadaveri umani. Poiché il livello di carbonio fluttua di anno in anno, la datazione al radiocarbonio permette di determinare l’età utilizzando le lenti oculari.

Risolutiva è stata la richiesta dalla polizia tedesca per aiutarli a risolvere un bizzarro mistero di omicidio, in cui le vittime erano state congelate per anni. Grazie alla tecnica da poco scoperta, gli scienziati sono stati in grado di determinare con precisione l’età delle vittime e di conseguenza l’anno del crimine. Venuto a conoscenza di questa tecnica, il biologo marino John Fleng Steffensen si rivolse a Heinemeier per capire se la datazione al radiocarbonio potesse essere applicata aulle vertebre degli squali: finalmente gli scienziati avevano a disposizione uno strumento prezioso per stimare l’età degli squali della Groenlandia.

Come è possibile che lo squalo della Groenlandia viva così a lungo?

Una teoria è che il freddo estremo rallenta l’invecchiamento e, fortunatamente per questi squali, essi vivono in acque che si aggirano intorno ai -1,6 gradi. Si ritiene che sia in gioco anche un metabolismo basso, e sono attualmente in corso studi per esaminare i geni, il cuore e il sistema immunitario degli squali per aiutare a risolvere il mistero di questa longevità. Lo scopo è la speranza di poter utilizzare i risultati della ricerca per creare terapie di potenziamento immunitario per noi esseri umani.

Data la necessità di risparmiare energia, gli squali della Groenlandia si muovono a una velocità media di 0,3 metri al secondo, cosa che gli ha dato il soprannome di “squali dormienti”. Ma non si deve sottovalutare la loro capacità di attaccare: quando veramente necessario possono aumentare la loro velocità in brevi scatti.

Quanto sono grandi gli squali della Groenlandia?

Questi massicci squali possono raggiungere i 7,3 metri di lunghezza e pesare fino a 1.200 chilogrammi. La loro crescita è estremamente lenta e costante verso la loro dimensione finale, aumentando solo di circa 1 centimetro all’anno.

Contemporaneamente alla crescita, anche la maturità sessuale è altrettanto lenta, e diventano in grado di riprodursi solo quando hanno circa 150 anni.

Un’altra particolarità di questi giganti lenti è che potrebbero anche non essere in grado di vederci bene. “Gli squali della Groenlandia nell’Artico hanno spesso ectoparassiti copepodi (piccoli crostacei) attaccati sopra i loro occhi. Non è noto alcun vantaggio per questi parassiti e, in effetti, sembra probabile che questi parassiti oscurino o addirittura blocchino la visione dello squalo,” afferma il dottor Steven E. Campana, professore di scienze della vita e dell’ambiente presso l’Università dell’Islanda, in un’intervista via email.

Di cosa si nutrono?

Anche se occupa un posto ambito in cima alla catena alimentare, lo squalo della Groenlandia non sempre caccia prede vive. Quando lo fanno, catturano principalmente foche e pesci. Ma più di ogni altra cosa, sembrano apprezzare uno stile di vita da spazzino, mangiando carcasse di animali come un orso polare o una renna che potrebbero essere caduti nel ghiaccio.

Come interagiscono con gli esseri umani?

Dato che lo squalo della Groenlandia di solito frequenta acque profonde, è raro vederne uno, a volte anche per gli scienziati. Come spiega il professor Campana, “Praticamente non esiste alcuna pesca diretta verso gli squali della Groenlandia. Piuttosto, vengono solitamente catturati accidentalmente nella pesca di altre specie marine di acque profonde o di acque fredde”. Non ci sono stati attacchi documentati contro gli esseri umani, ma ciò potrebbe avere a che fare con la profondità del loro habitat.

In realtà un numero limitato di persone caccia lo squalo della Groenlandia per la sua carne, ma mangiarla comporta dei rischi: la carne deve essere infatti essiccata e lavorata per lungo tempo, allo scopo di eliminare il TMOA, o trimetilammina N-ossido, una sostanza che provoca grave intossicazione nell’uomo. Chi mangia la carne non lavorata si ritrova per qualche giorno “ubriaco di squalo” con dei postumi davvero sgradevoli.

Cosa riserva il loro futuro?

Sebbene il loro reale stato di conservazione sia sconosciuto, il professor Campana afferma: “Il fatto che la densità di squali della Groenlandia rimanga elevata in alcune aree suggerisce che le continue catture nel corso dell’ultimo secolo non sono state sufficienti a spingere la popolazione verso un declino critico, anche se quasi certamente il numero di esemplari viventi non è elevato.”

Fonte: HowStuffWorks

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