Il mare Adriatico sta diventando sempre più caldo e le temperature raggiunte dalle sue acque iniziano ad assumere caratteristiche che fino a qualche anno fa sarebbero sembrate eccezionali. In alcune zone dell’Adriatico centrale, nelle giornate più calde, l’acqua ha raggiunto valori intorno ai 31 gradi, un dato che preoccupa gli esperti soprattutto per le conseguenze sull’equilibrio dell’ecosistema marino.
A rendere il fenomeno ancora più significativo non è soltanto il valore massimo raggiunto dalla temperatura, ma la durata delle ondate di calore. Le acque marine, infatti, possono rimanere molto calde per periodi prolungati, sottoponendo gli organismi a uno stress difficile da sopportare.
Un mare che assomiglia sempre più a quello dei Tropici
L’aumento delle temperature dell’Adriatico si inserisce in un fenomeno più ampio che interessa l’intero Mediterraneo. Il progressivo riscaldamento delle acque favorisce anche la presenza e la diffusione di organismi tipici di ambienti più caldi, modificando gradualmente la composizione degli ecosistemi.
Il fenomeno è particolarmente evidente durante le estati caratterizzate da lunghi periodi di caldo intenso. L’Adriatico, essendo in molte sue zone relativamente poco profondo, tende a riscaldarsi rapidamente. L’acqua superficiale può così raggiungere temperature molto elevate, soprattutto durante le ore centrali della giornata.
Ma il problema non riguarda soltanto chi va in spiaggia e trova un’acqua insolitamente calda. Il vero campanello d’allarme arriva dal mondo sommerso.
A rischio cozze, ostriche e altri organismi
Uno degli aspetti più preoccupanti riguarda gli organismi che non possono spostarsi alla ricerca di acque più fresche. Tra questi ci sono i mitili, cioè le comuni cozze.

Una ricerca condotta dall’Università di Camerino ha evidenziato negli ultimi anni episodi di mortalità massiva delle cozze lungo la costa adriatica. Gli esemplari sono stati sottoposti anche a temperature superiori ai 30 gradi per periodi prolungati, condizioni capaci di provocare un forte stress fisiologico.
La biologa marina Martina Capriotti ha spiegato come fenomeni simili siano stati osservati in più estati consecutive. Dopo essersi ripopolate durante l’inverno, alcune scogliere sono tornate a presentarsi quasi completamente prive di mitili alla fine della stagione calda.
Il problema potrebbe interessare anche altri organismi che vivono ancorati al fondale o alle rocce, come spugne e altri invertebrati. Al contrario, gli animali capaci di nuotare possono almeno tentare di raggiungere zone caratterizzate da temperature più favorevoli.
L’acqua calda può cambiare l’intero equilibrio del mare
Un mare molto caldo non rappresenta soltanto un problema per le singole specie. L’aumento della temperatura può modificare le condizioni nelle quali vivono e si riproducono numerosi organismi, alterando progressivamente l’intera catena alimentare.
Un altro effetto osservato è la maggiore stratificazione dell’acqua. In determinate condizioni, lo strato superficiale può risultare molto caldo mentre, scendendo di alcuni metri, la temperatura può diminuire sensibilmente. Quando gli strati d’acqua si mescolano meno, cambiano anche gli scambi di ossigeno e nutrienti che caratterizzano normalmente l’ambiente marino.
E non è un fenomeno completamente nuovo. Già negli anni passati l’Adriatico è stato interessato da episodi di temperature eccezionalmente elevate e dalla proliferazione di mucillagini, favorite dalle condizioni ambientali e dall’aumento della temperatura dell’acqua.

Un segnale da non sottovalutare
L’Adriatico non è un sistema isolato. Le variazioni della temperatura delle sue acque fanno parte del più generale riscaldamento del Mediterraneo, dove negli ultimi decenni è aumentata anche la presenza di specie provenienti da ambienti più caldi.
Per questo motivo, il dato dei 30 o 31 gradi non dovrebbe essere considerato soltanto una curiosità estiva. È soprattutto la persistenza delle temperature elevate a rappresentare l’aspetto più delicato.
Per i bagnanti un’acqua così calda può sembrare piacevole, soprattutto nelle giornate di grande afa. Per il mare, invece, la situazione è molto diversa. Un ecosistema abituato per millenni a determinate condizioni può trovarsi improvvisamente sottoposto a temperature che rimangono elevate per settimane.
L’Adriatico, insomma, sta cambiando. E mentre sulle spiagge si continua a parlare di un mare caldo e piacevole, sotto la superficie qualcosa di molto più importante sta accadendo: specie animali e vegetali stanno affrontando condizioni sempre più difficili, e gli scienziati osservano con attenzione quello che potrebbe essere uno dei segnali più evidenti dei cambiamenti climatici in atto nel Mediterraneo.
