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Set

22

2026

Legge 70/2026: cosa cambia per la subacquea ricreativa in Italia

Nuove regole, responsabilità e standard tecnici: una guida pratica per diving, istruttori, guide e organizzazioni subacquee

Dal 10 maggio 2026 è in vigore la Legge 7 maggio 2026, n. 70, dedicata alla valorizzazione della risorsa mare. All’interno del provvedimento, il Capo III introduce una disciplina specifica per l’attività subacquea a scopo ricreativo, con l’obiettivo di rafforzare sicurezza, professionalità, tutela ambientale e valorizzazione del patrimonio sommerso.

La nuova disciplina interessa in particolare centri immersione, organizzazioni didattiche, istruttori, guide e organizzazioni senza scopo di lucro che svolgono attività subacquee ricreative. Restano invece fuori dal campo di applicazione del Capo III, tra le altre, le attività agonistiche, quelle di protezione civile e le immersioni scientifiche e professionali svolte dagli enti di ricerca e dalle università.

Un quadro normativo che coinvolge anche laghi e fiumi

Un aspetto particolarmente significativo è che la normativa non guarda soltanto al mare. La legge considera infatti l’attività subacquea ricreativa anche nei fondali lacustri e fluviali, riconoscendone il valore ambientale, naturalistico, archeologico e culturale. L’obiettivo dichiarato è favorire uno sviluppo sostenibile del settore e una maggiore conoscenza del patrimonio sommerso.

La legge introduce inoltre definizioni precise per figure e strutture del settore: istruttore subacqueo, guida subacquea, organizzazione didattica e centro di immersione e addestramento. Per queste attività viene richiamato il rispetto delle norme UNI EN ISO vigenti e delle altre disposizioni tecniche applicabili.

Istruttori e guide: requisiti più chiaramente definiti

L’attività professionale di istruttore e guida può essere esercitata presso centri diving, organizzazioni senza scopo di lucro oppure autonomamente.

La legge richiede, tra gli altri requisiti, la maggiore età, il possesso del brevetto professionale corrispondente, la copertura assicurativa per la responsabilità civile e un certificato medico in corso di validità secondo la normativa richiamata dalla legge. È inoltre previsto l’obbligo di mantenere in efficienza le proprie attrezzature e di documentarne collaudi e manutenzioni attraverso un apposito registro.

Per chi opera nel settore, quindi, la preparazione didattica non è l’unico elemento da considerare: assumono maggiore importanza anche documentazione, assicurazione, manutenzione dell’attrezzatura e tracciabilità dell’attività.

Cosa deve garantire un centro immersioni

La legge stabilisce una serie di requisiti per i centri di immersione e addestramento. Tra questi figurano l’iscrizione al Registro delle Imprese quando richiesta, la disponibilità di una sede per le attività teoriche, attrezzature idonee e in buono stato, dotazioni per il primo soccorso e adeguate coperture assicurative.

Cambia anche il modo di documentare le immersioni organizzate dal centro.

Prima dell’immersione devono essere registrati i dati del brevetto dei partecipanti, l’orario di partenza e la guida o l’istruttore responsabile. Al termine devono essere annotati almeno orario di fine, profondità massima, tipo di autorespiratore e miscela utilizzata. Questi dati devono essere conservati per almeno sei mesi.

Il logbook diventa un elemento centrale

La normativa attribuisce un ruolo preciso anche al libretto delle immersioni, che può essere cartaceo o digitale.

Nel logbook devono trovare spazio informazioni come brevetto, data e località dell’immersione, orari, autorespiratore, miscela, profondità programmata e raggiunta, centro diving, guida o istruttore responsabile e relativa firma.

Non si tratta quindi soltanto di un diario personale delle immersioni: il logbook diventa uno degli strumenti attraverso i quali documentare l’esperienza e l’attività subacquea.

Numero di subacquei per guida

La legge stabilisce inoltre un limite massimo di sei subacquei contemporaneamente per ogni istruttore o guida nelle immersioni organizzate con queste figure professionali. La guida deve comunque operare nel rispetto dei brevetti posseduti dai partecipanti e delle procedure di sicurezza previste.

Questo significa che il rapporto numerico previsto dalla legge rappresenta un limite, non necessariamente un rapporto valido per ogni situazione: profondità, condizioni ambientali, esperienza del gruppo e procedure dell’organizzazione possono richiedere una gestione più prudente.

Sicurezza in acqua e segnalazione del subacqueo

La legge richiama anche le disposizioni relative alla sicurezza delle immersioni e alla presenza di un’unità di appoggio quando prevista.

Tra gli aspetti più importanti c’è la segnalazione della presenza dei subacquei. Le unità in transito devono mantenersi ad almeno 100 metri dai segnali di posizionamento del subacqueo. La normativa richiama inoltre le disposizioni del Codice della nautica da diporto relative alle dotazioni delle unità utilizzate come supporto alle immersioni.

Per le immersioni con autorespiratore è inoltre previsto che l’attività venga svolta da almeno due persone.

due subacquei in coppia

Attrezzatura e manutenzione

Uno degli aspetti da non sottovalutare riguarda la manutenzione.

Istruttori e guide devono mantenere in condizioni regolari le attrezzature di loro proprietà e conservare la documentazione relativa a collaudi e manutenzione. Per i centri immersione valgono inoltre gli obblighi relativi alla disponibilità di attrezzature conformi alla normativa applicabile e in perfetto stato di funzionamento.

La manutenzione documentata diventa quindi parte integrante della gestione dell’attività, insieme alla formazione e alle procedure operative.

Ambiente e patrimonio sommerso

La nuova disciplina dedica particolare attenzione anche alla tutela dell’ambiente.

Le immersioni devono essere svolte nel rispetto delle norme ambientali e della tutela del patrimonio culturale sommerso. È vietato asportare, manipolare o alimentare la fauna e la flora marina, mentre i subacquei devono adottare comportamenti che riducano al minimo il disturbo agli ecosistemi.

La tutela non riguarda esclusivamente gli ambienti marini: il quadro normativo considera anche ecosistemi lacustri e fluviali e il patrimonio archeologico e culturale presente sott’acqua.

Le nuove zone di interesse turistico subacqueo

Un’altra novità è rappresentata dalle zone di interesse turistico subacqueo.

La legge prevede la possibilità di individuare aree caratterizzate da particolari valori naturalistici, biologici, paesaggistici, archeologici o culturali. Tra i criteri indicati figurano anche la sicurezza delle immersioni, la visibilità, la profondità e la disponibilità di infrastrutture di soccorso e monitoraggio.

In queste aree potranno essere sviluppati itinerari subacquei e attività di valorizzazione, anche con il coinvolgimento dei centri diving nel monitoraggio dei siti.

Le sanzioni

La legge introduce anche un quadro sanzionatorio.

L’esercizio dell’attività di istruttore o guida in violazione dei requisiti previsti dall’articolo 11 può comportare una sanzione da 5.000 a 12.000 euro. La stessa fascia è prevista per l’attività di un centro immersioni privo dei requisiti stabiliti dalla normativa.

Sono previste inoltre sanzioni da 1.000 a 3.000 euro per alcune violazioni relative alla registrazione delle immersioni e da 500 a 1.500 euro per le violazioni riguardanti il logbook. In caso di reiterazione di alcune violazioni può essere disposta anche la sospensione dell’attività fino a sei mesi.

Legge 7 maggio 2026, n.70

Cosa significa, in pratica, per il mondo diving

Per chi lavora nella subacquea il nuovo quadro normativo porta quindi l’attenzione su alcuni elementi fondamentali:

  • qualificazione e responsabilità di istruttori e guide;
  • organizzazione e requisiti dei centri diving;
  • manutenzione documentata dell’attrezzatura;
  • registrazione delle immersioni;
  • logbook del subacqueo;
  • procedure di sicurezza e gestione delle emergenze;
  • tutela dell’ambiente e del patrimonio sommerso;
  • rispetto degli standard UNI EN ISO applicabili.

La Legge 70/2026 non si limita quindi a stabilire nuovi adempimenti: crea un quadro nel quale formazione, organizzazione, sicurezza, tracciabilità e tutela ambientale diventano elementi strettamente collegati tra loro. Per operatori e istruttori sarà importante verificare anche i successivi provvedimenti attuativi e le disposizioni regionali, considerato che la stessa legge demanda alle Regioni la disciplina delle professioni del turismo subacqueo nel rispetto dei principi fondamentali nazionali.

Nota: questo articolo ha finalità informative e non sostituisce la consultazione del testo vigente della legge, delle norme tecniche applicabili e degli eventuali provvedimenti attuativi.

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