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Silfra, in Islanda

Silfra, immersione tra due continenti in Islanda

Quando pensiamo alle immersioni, la mente va subito alle pareti colorate del nostro Mediterraneo, alle acque calde del Mar Rosso o ai relitti ricchi di storia. Ma la passione per la subacquea ci spinge spesso a esplorare contesti del tutto unici, dove l’acqua assume una dimensione quasi spaziale.

È il caso della Faglia di Silfra, situata all’interno del Parco Nazionale di Þingvellir in Islanda, un luogo dichiarato Patrimonio dell’Umanità UNESCO.

Silfra è un posto decisamente insolito per chi è abituato alle normali destinazioni subacquee. Non ci sono pareti ricoperte di gorgonie, relitti, banchi di pesce o fondali mediterranei. Qui l’ambiente è dominato dalla roccia, dall’acqua dolce e dal freddo.

La geologia: dove l’America incontra l’Europa

La spaccatura di Silfra è il risultato visibile della deriva dei continenti. Qui, la placca tettonica nordamericana e quella eurasiatica si incontrano e si allontanano alla velocità di circa 2 centimetri all’anno. Una parte della frattura è occupata da acqua proveniente dal sistema glaciale e può essere percorsa in immersione.

È soprattutto la combinazione di acqua molto fredda, eccezionale trasparenza e particolare conformazione geologica a rendere Silfra un’esperienza diversa dalle immersioni cui siamo normalmente abituati. Non è quindi la quantità di vita marina a rendere interessante questo sito, ma il paesaggio sommerso e la possibilità di osservare da vicino una delle caratteristiche geologiche più conosciute dell’Islanda.

Prima ancora di arrivare all’acqua, il paesaggio rende evidente quanto questo luogo sia diverso dalle abituali località dove si va a fare immersioni. Il terreno è caratterizzato da rocce vulcaniche, ampie distese e spaccature del suolo. Non c’è nulla di simile a una località balneare o a un centro diving mediterraneo.

L’immersione è quindi parte di un viaggio nel quale il paesaggio terrestre e quello subacqueo sono strettamente legati.

Faglia di Silfra, Islanda

L’immersione: attrezzatura e pianificazione

L’acqua che riempie la faglia proviene dal ghiacciaio Langjökull, situato a circa 50 chilometri di distanza. Sciogliendosi, l’acqua filtra attraverso chilometri di roccia vulcanica porosa in un viaggio che dura tra i 30 e i 100 anni. Questo processo di filtrazione naturale rende l’acqua di Silfra incredibilmente pura e regala una visibilità straordinaria, che supera regolarmente i 100 metri. Immergersi qui dà la reale sensazione di volare nel vuoto.

La distanza dalle pareti è difficile da valutare e il paesaggio sembra molto più ampio di quanto sia realmente. Le rocce sono visibili con grande nitidezza e il compagno rimane facilmente riconoscibile anche quando si trova a diversi metri di distanza.

È una situazione abbastanza insolita per un subacqueo abituato al Mediterraneo. Normalmente la visibilità è uno degli elementi che condizionano la lettura del fondale, ma a Silfra succede quasi il contrario: bisogna abituarsi a una visibilità talmente elevata da modificare la percezione delle distanze.

Se la visibilità è da sogno, le temperature richiedono massima preparazione e rispetto per l’ambiente acquatico. L’acqua mantiene una temperatura costante tra i 2°C e i 4°C per tutto l’anno. La continua alimentazione di acqua dolce impedisce alla frattura di congelare anche durante l’inverno.

Per questo motivo l’immersione richiede una preparazione specifica. La muta stagna è indispensabile e tutta l’attrezzatura deve essere configurata per l’impiego in acqua molto fredda. Anche la scelta dei guanti, del sottomuta e degli erogatori deve tenere conto delle condizioni ambientali.

Le uniche parti esposte all’acqua sono la bocca e i contorni del viso. Nei primi minuti di immersione il freddo si fa sentire, ma la vista dello scenario compensa ampiamente il disagio iniziale.

Immersione nella Faglia di Silfra in Islanda

L’ingresso in acqua

L’accesso a Silfra non ha l’aspetto della classica immersione da barca, non c’è una lunga navigazione verso il punto di immersione e non ci sono boe o cime che segnalano una parete o un relitto. Si raggiunge il sito da terra, si prepara l’attrezzatura e si entra nell’acqua fredda della frattura.

I primi minuti servono soprattutto ad adattarsi alla temperatura e all’attrezzatura; poi, una volta sott’acqua, il paesaggio prende il sopravvento: le pareti rocciose delimitano il percorso e l’acqua è talmente limpida che anche le zone più profonde rimangono perfettamente leggibili.

Una volta superata la fase iniziale di adattamento, l’immersione diventa relativamente tranquilla: si procede lentamente lungo la frattura, mantenendo una buona posizione rispetto al compagno e osservando le pareti.

In alcuni punti le pareti sono relativamente vicine e danno la sensazione di attraversare un canyon sommerso, in altri il passaggio si allarga e l’ambiente diventa più aperto. Non ci sono particolari attrazioni da cercare sul fondo e non è necessario procedere continuamente alla ricerca di qualcosa da fotografare, semplicemente si osserva il paesaggio.

Anche la fotografia subacquea cambia completamente approccio. Non serve cercare il soggetto piccolo e colorato: sono le geometrie della roccia, il subacqueo inserito nel paesaggio e la grande quantità di acqua limpida a creare le immagini più interessanti.

Silfra non è un’immersione particolarmente profonda, a seconda del percorso e delle condizioni, la profondità massima è nell’ordine dei 18 metri. Il percorso si snoda attraverso quattro sezioni principali:

  1. Silfra Deep Cut: La stretta spaccatura iniziale dove è possibile sfiorare contemporaneamente le pareti dei due continenti.
  2. Silfra Hall: Una vasta sala rocciosa dove la luce filtra creando giochi di colore unici.
  3. Silfra Cathedral: La sezione più profonda e maestosa, una vallata sottomarina di roccia basaltica.
  4. Silfra Lagoon: Una baia a poca profondità dove la visibilità totale permette di ammirare le sfumature di azzurro e il tipico “troll hair”, la vegetazione algale verde brillante che ricopre le rocce.

 

Subacqueo a Silfra, Islanda

Spirito di squadra e ricordi indimenticabili

Nonostante l’assenza di vita marina macroscopica (le temperature estreme non permettono la presenza di pesci, a eccezione di rari esemplari di salmerino nelle zone più riparate), la maestosità della roccia e la chiarezza dell’acqua rendono Silfra una delle esperienze più singolari che un subacqueo possa inserire in un viaggio in Islanda.

E dopo il tuffo, sfilata l’attrezzatura e ritrovata la sensibilità alle dita, una tazza di cioccolata calda condivisa tra compagni d’immersione è il modo perfetto per commentare le foto e i video appena scattati.

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