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Relitto del Delsey o Roma

Il relitto Roma o Delsey nel Lago di Garda

L’esplorazione dei fondali del Lago di Garda offre agli appassionati di immersioni numerosi siti di interesse naturalistico e storico. Tra le mete più conosciute della sponda veronese si trova il relitto del motopeschereccio Delsey, comunemente identificato nell’ambiente subacqueo anche come Roma.

Il mistero del Roma-Delsey nei fondali di Val di Sogno

Adagiata in perfetto assetto di navigazione sul fondo della baia di Val di Sogno, nei pressi di Malcesine, questa imbarcazione in ferro di circa 17 metri rappresenta una delle attrazioni più affascinanti per subacquei adeguatamente addestrati alla subacquea profonda.

La storia di questo relitto affonda le radici all’inizio degli anni Novanta, quando l’imbarcazione si inabissò per cause mai del tutto chiarite, adagiandosi su un fondale fangoso e limoso a una profondità compresa tra i 35 e i 40 metri.

La doppia denominazione deriva dalla scritta presente sull’imbarcazione e dalla sua documentazione. Il nome dell’imbarcazione risulta essere Delsey (indicato anche come Delsy in alcune fonti), mentre sulla fiancata è visibile la dicitura “ROMA 3912”, riferita forse alla sua iscrizione al Registro Navale. Proprio questa marcatura ha fatto sì che il relitto venisse comunemente identificato dai subacquei come “Roma”. Il nome Delsey è inoltre ancora riconoscibile nella zona di poppa.

La prua del reliotto Delsey con la scritta Roma 3912

La discesa e il raggiungimento del relitto

L’immersione viene generalmente effettuata dalla zona di Val di Sogno. Dalla riva si procede verso il largo seguendo il progressivo aumento della profondità del fondale.

Durante la discesa la luce naturale diminuisce rapidamente e la sagoma del relitto diventa progressivamente visibile. L’imbarcazione appare adagiata sul fondo in posizione sostanzialmente orizzontale, con lo scafo ben riconoscibile.

Il raggiungimento del relitto avviene normalmente a una profondità importante per la subacquea ricreativa e richiede quindi una corretta pianificazione dell’immersione, tenendo conto della profondità massima, dei tempi di permanenza e della gestione della riserva di gas.

Le condizioni di visibilità possono variare sensibilmente in funzione del periodo dell’anno e delle condizioni del lago. La presenza di materiale fine sul fondale rende inoltre particolarmente importante evitare il contatto con il fondo durante la discesa e l’esplorazione.

Il relitto del Delsey nel Lago di Garda

L’esplorazione del relitto

Una volta raggiunto il Delsey, è possibile effettuare il giro dell’imbarcazione osservandone le principali strutture ancora riconoscibili.

Lo scafo, la zona del ponte, la cabina e diversi elementi metallici permettono di individuare la configurazione originaria del motopeschereccio.

La visita può proseguire verso la poppa, dove si trovano alcune delle parti più interessanti dal punto di vista strutturale. Il relitto offre inoltre diverse opportunità per la fotografia subacquea, soprattutto grazie alla possibilità di utilizzare le dimensioni dello scafo come riferimento nelle immagini.

L’esplorazione deve comunque essere condotta evitando di penetrare all’interno di eventuali spazi confinati o parzialmente ostruiti, soprattutto considerando la profondità del sito, la presenza di limo e la possibilità di una riduzione improvvisa della visibilità.

La fauna del relitto

Come accade per molti relitti sommersi, anche il Delsey è diventato nel tempo parte integrante dell’ambiente lacustre.

Le strutture metalliche costituiscono punti di riparo per diverse specie presenti nel Garda. Durante l’immersione è possibile osservare persici, bottatrici e altre specie ittiche che frequentano il relitto e le zone circostanti.

La bottatrice rappresenta uno degli incontri più caratteristici del sito. Questi pesci possono essere osservati soprattutto nelle zone più riparate dello scafo e nelle vicinanze del fondale.

Il relitto costituisce quindi non soltanto un’interessante testimonianza della navigazione sul Garda, ma anche un ambiente ormai colonizzato dalla fauna del lago.

Bottatrice
Bottatrice
Persico Reale
Persico reale

Pianificazione e tecnica dell’immersione

Con una profondità massima prossima ai 40 metri, l’immersione sul Delsey è riservata a subacquei con brevetto e addestramento specifici per immersioni profonde, in grado di gestire autonomamente pianificazione, consumo e riserva del gas, narcosi e procedure di risalita. Non è un’immersione adatta a subacquei alle prime esperienze o a chi possiede esclusivamente una certificazione ricreativa di base. Particolare attenzione va dedicata alla narcosi da azoto, ai limiti di esposizione all’ossigeno e alla gestione della risalita, comprese eventuali tappe decompressive previste dal profilo. L’utilizzo del Nitrox può essere preso in considerazione solo quando la miscela è compatibile con la profondità e con i limiti operativi previsti.

La temperatura dell’acqua del Garda diminuisce sensibilmente alle quote maggiori, rendendo importante una configurazione adatta alle acque fredde, con particolare attenzione all’affidabilità e alla ridondanza dei sistemi di erogazione e gestione del gas. Una torcia principale e una torcia di riserva sono consigliabili per esplorare correttamente il relitto e mantenere una buona visibilità nelle zone meno illuminate.

Un aspetto caratteristico del sito è inoltre il fondale costituito da limo molto fine: mantenere un assetto stabile, una distanza adeguata dal fondo e una pinneggiata controllata è fondamentale per non sollevare il sedimento. Una nube di limo può ridurre rapidamente la visibilità e rendere più difficile mantenere i riferimenti, soprattutto durante l’esplorazione del relitto. L’immersione va quindi affrontata privilegiando controllo dell’assetto, conservazione della visibilità e rispetto della struttura del relitto e dell’ambiente circostante.

 

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