Nel territorio di Castello di Godego, in provincia di Treviso, il laghetto della Baita al Lago rappresenta uno dei punti di riferimento più noti per la subacquea nel Nord Italia. Nato da una cava dismessa poi riempita d’acqua, questo bacino artificiale è stato progressivamente adattato alle esigenze dei sub, diventando un ambiente ideale per attività didattiche e immersioni di allenamento.
A differenza dei siti marini, il lago offre condizioni relativamente stabili durante tutto l’anno. Proprio per questo viene utilizzato da scuole sub e istruttori per corsi di ogni livello, dalle prime prove con autorespiratore fino agli addestramenti più avanzati. La possibilità di immergersi in un contesto controllato consente di lavorare con maggiore precisione sulle tecniche, riducendo variabili come correnti o moto ondoso.
Solo “il Laghetto”, per noi del 2000 Sub
Per chi fa parte della famiglia del 2000 Sub, non serve usare nomi altisonanti o coordinate geografiche precise. Lo chiamiamo semplicemente “il Laghetto”. Questo specchio d’acqua a Castello di Godego presso la Baita al Lago, in provincia di Treviso, è molto più di un bacino artificiale: è il punto di riferimento naturale per chiudere i corsi. È qui che portiamo gli allievi per le prime uscite in acque libere, perché la logistica della struttura e la conformazione del bacino permettono di lavorare con calma e in sicurezza, passando dalla teoria della piscina alla pratica reale.
L’addestramento sulle piattaforme
L’attività subacquea al laghetto ruota attorno alle piattaforme metalliche posizionate a diverse profondità. Per un allievo che deve togliere la maschera o recuperare l’erogatore per la prima volta fuori dalla piscina, avere un piano d’appoggio stabile a circa 5-6 metri è fondamentale. Questo evita di sollevare sospensione dal fondo ghiaioso, mantenendo una visibilità accettabile per l’istruttore e per chi sta imparando a gestire l’assetto.

Cosa vedere sott’acqua?
Una volta immersi, l’ambiente si presenta con le tipiche caratteristiche delle cave allagate, con fondali che alternano zone fangose a pareti più compatte. La visibilità ridotta crea un’atmosfera particolare, quasi sospesa, che rende ogni incontro più ravvicinato e suggestivo. Negli anni è stato allestito un vero e proprio percorso guidato che aiuta i subacquei a orientarsi e a fare pratica di navigazione. Oltre alle piattaforme utilizzate per gli esercizi e alle cime di riferimento per le discese, il fondale ospita veri e propri punti di interesse.
Seguendo le sagole guida, ci si imbatte in diversi oggetti posizionati appositamente per rendere l’immersione più interessante: ci sono statuine, manichini, piccole imbarcazioni affondate, sagome… ma tra i punti di interesse più curiosi la Fiat Panda e la Volvo adagiate sul fondo sono punti di riferimento reali e usati durante le esercitazioni. La struttura più particolare è la sfera metallica con il presepe all’interno, che rappresenta uno dei punti simbolici del laghetto. È spesso utilizzata come meta durante l’immersione e come riferimento di orientamento. Questi punti di riferimento sono utili durante i corsi avanzati per imparare a muoversi con la bussola o per simulare passaggi in spazi più ristretti.
La vita nel bacino
Dal punto di vista faunistico, il laghetto ospita diverse specie d’acqua dolce. Si incontrano frequentemente lucci, spesso immobili in attesa tra la vegetazione, carpe di dimensioni importanti, tinche e persici. In alcune aree sono presenti gamberi d’acqua dolce, mentre più raramente si possono osservare siluri, che aggiungono un elemento di fascino e imprevedibilità all’immersione.
Sicurezza e approccio all’immersione
Nonostante l’ambiente controllato, il laghetto presenta profondità importanti e condizioni che richiedono attenzione. La visibilità limitata e la presenza di più sub in acqua obbligano il subacqueo a sviluppare attenzione, assetto e orientamento, e impongono una gestione accurata dell’immersione, soprattutto nelle fasi di discesa e risalita.
È fondamentale rispettare i limiti della propria certificazione e mantenere sempre un approccio prudente. Il sito è ideale per imparare e allenarsi, ma proprio per questo deve essere affrontato con consapevolezza.
La comodità del dopo-immersione
Uno dei motivi per cui si sceglie “il Laghetto” è anche la facilità di gestione delle attrezzature. Finita l’immersione, ci sono gli spazi per risciacquare il materiale, le docce e la possibilità di fare il debriefing della lezione direttamente al bar o al ristorante della Baita. È un aspetto pratico che permette agli allievi di concentrarsi solo sull’immersione, rendendo l’esame finale del corso un momento piacevole e ben organizzato.
Il fascino della notte: la notturna al Laghetto

Le immersioni notturne al Laghetto di Godego offrono un’esperienza completamente diversa rispetto al giorno. L’acqua scura amplifica la sensazione di sospensione e ogni fascio di torcia illumina piccoli dettagli che durante il giorno passerebbero inosservati, come i movimenti improvvisi dei lucci o i riflessi dei persici tra la vegetazione sommersa.
Le piattaforme, le auto immerse e la sfera con il presepe assumono un aspetto quasi surreale, trasformando il fondale in un piccolo teatro subacqueo. Per affrontare una notte in sicurezza è fondamentale pianificare attentamente la discesa e la risalita, usare luci affidabili e muoversi sempre in coppia, perché la visibilità ridotta richiede concentrazione e coordinazione continua.
Nel nostro sito sono disponibili due video realizzati durante le ‘notturne’ al laghetto:
Tecnica e scoperta
Pur essendo un bacino artificiale, il laghetto offre un ambiente funzionale e stimolante, dove ogni immersione permette di affinare tecnica, orientamento e sicurezza. Le immersioni al laghetto di Godego rappresentano una soluzione pratica e completa per chi vuole iniziare o migliorare nella subacquea senza spostarsi verso il mare. Non offrono i colori e la varietà dei fondali marini, ma mettono a disposizione un ambiente funzionale, attrezzato e ricco di punti di interesse, dove la tecnica e l’esperienza possono crescere in modo costante.





