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Moorea

Polinesia Francese: viaggio subacqueo tra Moorea e Manihi

MichelaCiao a tutti, sono Michela e vi racconto il mio viaggio di nozze con le immersioni in Polinesia Francese!

La Polinesia Francese è una delle destinazioni più affascinanti al mondo per le immersioni subacquee. In questo immenso territorio del Pacifico, composto da oltre cento isole e atolli, si trovano lagune spettacolari, pass oceanici ricchi di vita e barriere coralline tra le meglio conservate del pianeta.

Avendo a disposizione poco più di due settimane,  abbiamo scelto di visitare Moorea e Manihi, due isole molto diverse tra loro: la prima montuosa e relativamente sviluppata dal punto di vista turistico, la seconda un piccolo atollo remoto delle Tuamotu, dove la natura domina incontrastata.

Le immersioni in queste acque regalano incontri straordinari con squali limone, mante giganti, tartarughe marine, banchi di barracuda e una grande varietà di pesci tropicali, in uno degli ecosistemi marini più ricchi del Pacifico.

Molti tour operator propongono itinerari che permettono di visitare il maggior numero possibile di isole, con soste di due o tre giorni ciascuna. Questa formula può essere ideale per chi vuole semplicemente conoscere il territorio, ma per chi pratica immersioni consigliamo di fermarsi almeno cinque o sei giorni per isola. Le immersioni richiedono energie e spostarsi continuamente significa rinunciare al relax: in fondo una vacanza dovrebbe rimanere tale, e non trasformarsi in un tour de force.

Moorea: montagne, baie e panorami spettacolari

Moorea si trova a soli dieci minuti di volo da Tahiti. Lungo tutta la costa nord si concentrano numerosi resort e strutture turistiche.

Noi abbiamo soggiornato al Moorea Pearl Beach Resort, scegliendo un bungalow immerso nel giardino. È stata una soluzione perfetta per la tranquillità: ogni bungalow dispone di uno spazio verde privato e alcuni includono anche una piccola piscina, suggestiva soprattutto la sera quando viene illuminata.

I bungalow sulla spiaggia, pur essendo più costosi, non ci hanno convinto del tutto perché spesso si trovano dietro ai famosi over-water, i bungalow costruiti su palafitte, che finiscono per coprire la vista del mare. Proprio gli over-water, invece, regalano tramonti straordinari direttamente sulla laguna.

Tra gli hotel più suggestivi dell’isola merita una menzione il Sofitel La Ora, che non abbiamo visitato all’interno ma che ci ha colpito per la splendida barriera corallina che si estende proprio davanti alla struttura.

Moorea, veduta aerea

Escursioni e natura sull’isola

Moorea offre molte possibilità di escursioni e attività. Un modo piacevole per conoscerla è il giro completo dell’isola, circa 60 chilometri, che si possono percorrere con diversi mezzi a noleggio.

Le opzioni sono molte: fuoristrada, biciclette o scooter. Noi abbiamo scelto lo scooter, un ottimo compromesso tra comodità e libertà di movimento.

I panorami sono spettacolari: spiagge di sabbia bianchissima bordate da palme, montagne imponenti e una vegetazione lussureggiante che si alterna alle grandi piantagioni di cocco.

Tra i luoghi che ci hanno affascinato di più ci sono le baie di Cook e di Opunohu. Proprio nella valle di Opunohu si trova anche un importante sito archeologico, raggiungibile attraverso un sentiero immerso in una foresta di grandi alberi di mape. Da un belvedere panoramico si gode una vista magnifica sulle due baie e sul monte Rotui.

Un’altra esperienza indimenticabile è stata l’escursione a cavallo all’interno dell’isola, tra vegetazione tropicale e coltivazioni di ananas. Anche se non avevo particolare esperienza, la passeggiata è stata semplice e davvero emozionante. In alternativa è possibile fare percorsi simili con i quad, ma purtroppo non siamo riusciti a provare entrambe le attività.

Manihi: l’atollo delle perle nere

Manihi si trova a circa un’ora di volo da Tahiti ed è un luogo completamente diverso da Moorea. Si tratta di un piccolo atollo remoto, dove il turismo è ancora molto limitato.

Le possibilità di alloggio sono poche: praticamente un solo resort, il Manihi Pearl Beach Resort, oltre a qualche piccola pensione familiare.

Noi abbiamo scelto un bungalow over-water, una sistemazione davvero particolare. Gli spifferi e il rumore costante del mare potrebbero non piacere a tutti, ma in quel contesto ci è sembrata la scelta più affascinante possibile. Anche i bungalow sulla spiaggia sono molto piacevoli e tutti affacciati sulla laguna.

Manihi Pearl Beach Resort

Relax e vita sull’atollo

La vita a Manihi scorre lenta e tranquilla. Le attività sono semplici ma autentiche: pesca al bolentino, giornate di relax in spiaggia oppure una pedalata fino al piccolo villaggio dell’isola.

Manihi è soprattutto famosa perché rappresenta uno dei principali centri di produzione delle perle nere polinesiane. È possibile visitare alcune coltivazioni e, se si parla un buon francese, conviene chiedere direttamente ai pescatori per eventuali acquisti.

Un’escursione davvero imperdibile è il pic-nic su un motu, i piccoli isolotti di sabbia e palme che circondano la laguna. Durante questa giornata abbiamo pescato e poi cucinato il pesce direttamente sulla spiaggia: un’esperienza semplice ma straordinaria, immersi in una natura ancora incontaminata.

Le immersioni a Moorea

Le immersioni nelle acque della Polinesia Francese sono state il vero cuore del nostro viaggio.

A Moorea ci siamo affidati al Moorea Blue Diving, situato all’interno del nostro resort. Il centro è gestito da un italiano che vive da molti anni in Polinesia e che ci ha fatto sentire subito a nostro agio. Le immersioni vengono effettuate generalmente solo al mattino, mentre il pomeriggio è dedicato ai corsi.

Una particolarità interessante riguarda il mese di agosto, quando nelle acque di Moorea arrivano le balene megattere per partorire e accudire i piccoli. Se durante la navigazione vengono avvistate, il programma dell’immersione può cambiare per consentire ai subacquei di avvicinarsi e osservarle. Noi abbiamo avuto la fortuna di vivere questa esperienza.

Megattera a Moorea

Tra i siti di immersione che abbiamo visitato:

Temae

Una prima immersione non particolarmente entusiasmante, forse perché avevamo aspettative molto alte. Il sito di Temae si trova lungo la barriera davanti alla costa nord-est di Moorea ed è caratterizzato da un fondale sabbioso intervallato da teste di corallo e piccoli giardini corallini.

La profondità è moderata, generalmente tra 10 e 20 metri, e la corrente è quasi sempre debole, rendendo questo punto adatto anche a subacquei poco esperti o come immersione di ambientamento. La fauna è composta soprattutto da pesci di barriera, pesci farfalla, pesci pappagallo e qualche murena nascosta tra i coralli.

Lemon Sharks Valley

Decisamente più spettacolare, con numerosi pesci e la presenza degli squali limone, attirati dalla guida con una testa di tonno. Lemon Sharks Valley è uno dei siti più famosi di Moorea: si tratta di un’ampia piana sabbiosa situata all’esterno della barriera dove gli squali limone sono spesso presenti e possono avvicinarsi molto ai subacquei.

L’immersione si svolge di solito tra 18 e 30 metri, su un fondale sabbioso con qualche formazione corallina ai margini. Le correnti sono generalmente moderate. Oltre agli squali limone è possibile osservare carangidi, pesci pipistrello, razze e grandi banchi di pesci tropicali. L’esperienza di osservare questi squali da vicino, mentre nuotano tranquilli attorno ai sub, è davvero emozionante.

Squalo limone a Moorea

Shark Dining Room

Altro sito famoso per gli incontri con gli squali. Shark Dining Room è un punto di immersione dove la guida utilizza esche per attirare diversi squali di barriera, offrendo ai sub la possibilità di osservarli da distanza ravvicinata.

Il fondale è sabbioso e relativamente poco profondo, tra 15 e 25 metri, con alcune formazioni coralline sui lati. Durante l’immersione è possibile vedere squali pinna nera, squali grigi e numerosi pesci che si radunano attorno alla scena, creando un vero spettacolo subacqueo. Le correnti sono variabili ma generalmente gestibili anche da sub con esperienza intermedia.

Tiki

Probabilmente la nostra immersione preferita, grazie alla presenza sott’acqua di una statua tiki, simbolo della cultura polinesiana. Il sito prende il nome proprio da questa scultura posizionata sul fondo e ormai colonizzata da piccoli organismi marini.

L’immersione si svolge generalmente tra 15 e 25 metri lungo la barriera corallina. Attorno alla statua si sviluppa un ambiente molto ricco di vita: squali di barriera, tartarughe, barracuda e moltissimi pesci tropicali che si muovono tra coralli e formazioni rocciose. L’atmosfera è particolarmente suggestiva e rende questo sito molto apprezzato anche dai fotografi subacquei.

Papetoai

Qui l’incontro più curioso è stato con una grossa murena che la guida riusciva addirittura ad accarezzare. Il sito di Papetoai si sviluppa lungo la barriera vicino alla costa e presenta fondali ricchi di coralli, anfratti e piccole grotte dove trovano rifugio numerose specie marine.

La profondità varia generalmente tra 10 e 20 metri, con correnti solitamente deboli. Durante l’immersione si possono osservare murene, pesci farfalla, pesci angelo e piccoli branchi di barracuda. Durante una delle uscite, mentre facevo snorkeling vicino alla barca, ho anche visto un’aquila di mare passarmi accanto: un momento davvero emozionante.

Diving a Manihi

Anche a Manihi abbiamo utilizzato il diving del resort, gestito da istruttori francesi. Purtroppo Mauro non stava molto bene e ho potuto fare soltanto due immersioni.

Le Tombant

È una parete rivolta verso l’oceano ricchissima di pesce e davvero spettacolare. Le Tombant è uno dei siti più interessanti di Manihi e si sviluppa lungo il bordo esterno dell’atollo, dove la barriera corallina precipita verso il blu dell’oceano.

L’immersione si svolge generalmente lungo una parete che scende dai 15 fino a oltre 30 metri, ricoperta da coralli duri e molli, gorgonie e spugne. Le correnti possono essere presenti ma sono di solito moderate e rendono l’immersione molto dinamica. Lungo la parete si incontrano grandi banchi di pesci tropicali, carangidi, pesci farfalla, pesci pappagallo e talvolta anche squali di barriera che pattugliano il bordo del reef. La ricchezza di vita marina e la profondità dell’oceano subito accanto alla parete rendono questa immersione particolarmente suggestiva.

Le Cirque

Si trova all’interno della laguna su un fondale massimo di circa 20 metri. La visibilità non era eccellente e la fauna non particolarmente abbondante, ma l’incontro con numerose mante giganti ha reso l’immersione indimenticabile.

Le Cirque è una zona sabbiosa della laguna dove le mante si radunano spesso per alimentarsi o per farsi pulire dai piccoli pesci pulitori. Il fondale è relativamente pianeggiante, tra 12 e 20 metri, e la corrente è generalmente debole, rendendo l’immersione accessibile anche a sub con poca esperienza. Quando le condizioni sono favorevoli è possibile osservare più mante contemporaneamente mentre volteggiano lente sopra i subacquei. Vederle muoversi con eleganza nell’acqua è stata una delle emozioni più intense dell’intero viaggio.

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